lunedì 7 agosto 2017

San Domenico di Guzman

Domani 8 agosto la chiesa ricorda San Domenico, grande festa per  la nostra fraternita.

Domenico di Guzmán, Domingo o Domínico in spagnolo, è stato un presbitero spagnolo, fondatore dell'Ordine dei frati predicatori, proclamato santo nel 1234. 
 Nato l’ 8 agosto 1170, Caleruega, Spagna
Deceduto il  6 agosto 1221
 Ha frquentato  l’ Università di Palencia

Figlio di Giovanna d'Aza, e Felix Nunez de Guzman



Vero volto di S.Domenico.
Ricostruzione di Carlo Pini del 1946 dai 
risultati di uno studio sul cranio del santo
di un gruppo di professori bolognesi.
Cappella di S. Domenico, Bologna.




 San Domenico e i frati serviti dagli angeli - di
Giovanni Antonio Sogliani


La missione dei figli di san Domenico

Uno scritto di P.Ennio Staid O.P.
Della fraternità di Agognate Novara



[…] Tra i santi della chiesa Domenico è un santo semisconosciuto e, talvolta, chi ne parla lo mette fra gli inquisitori, considerando inquisitori uomini dal cuore duro che non hanno nulla, non solo di cristiano ma neppure di umano.
“ Inquisire” nella lingua italiana significa fare oggetto  di accurate indagini, e inquirente è: “ l’organo giudiziario o amministrativo, munito di poteri ufficiali, per la diretta ricerca della Verità”.Se così è, posso  affermare che San Domenico è stato un inquisitore; ossia è stato un umile e tenace cercatore della Verità.
Domenico era convinto che l’amore che nasce dalla conoscenza e che questa non può esistere senza l’intelligenza delle cose. Nella menzogna e laddove manca la chiara ed onesta ricerca della Verità non esiste autentico amore.
La verità è necessaria all’amore come il sole e l’acqua lo sono ad una pianta!
Un viaggio con il suo Vescovo mette Domenico in contatto con il caos in cui vede sprofondare l’umanità. Il catarismo una sottile e mascherata eresia che sosteneva ogni forma di purezza come norma di vita. I catari vagheggiavano una Chiesa dei “santi”, dei “puri”, “dei perfetti”, e ritenevano di dover escludere dai benefici della redenzione tutti i deboli e i peccatori.
La Grazia per costoro non poteva nulla contro il peccato. Quante menzogne si nascondono sotto il manto di una bontà fittizia! Quanto orgoglio, avarizia,meschinità si rivestono con il manto della povertà! A volte i “cosiddetti buoni” sono talmente paludati dalla loro bontà che, tutto ciò si discosta dal loro modo di vivere e di vedere, viene bollato come cattivo. Si sentono detentori  della verità  e si trasformano in fondamentalisti senza misericordia.
Tutto ciò turba così tanto la sua coscienza e la sua intelligenza che, finita la missione affidatagli, decide di rimanere tra i Catari per un lungo periodo.



"San Domenico adorante la Croce" - 1447-1450 -
 «San Marco Museum 

Vuole capire, indagare, non solo sulla loro dottrina, che gli sembra assurda, ma anche sul modo in cui la vivono. Entrare nel loro intimo. Sapere cosa spinge un uomo a sentirsi migliore, più buono di un altro.
Non dà giudizi affrettati  ma inquisisce ed indaga per quasi dieci anni.
In questa ricerca lo aiuta la lettura  assidua  delle lettere di San Paolo, che lo spinge a vivere in prima persona gli insegnamenti che l’Apostolo delle genti  dà al suo amico Timoteo: “ Cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace… [… ]  Forse le domande che più assillavano la sua intelligenza, nei  lunghi anni che rimase solo a contatto con i catari, non furono dissimili  dalle nostre. Cercò infatti, di dare una risposta ai tanti “perché” che al suo tempo affollavano il cuore e la mente degli onesti:
Perché i cristiani sono così divisi tra loro? Perché i pastori della Chiesa non illuminano come dovrebbero il gregge di Dio? Perché non si ascolta più la dottrina della Chiesa? Perché i seguaci di Maometto diventano sempre più potenti ed impongono con la spada ed il terrore le loro teorie? Perché i peccatori di ogni specie non desiderano più recedere dai loro errori? Perché i Catari di oggi , non dissimili da quelli che incontrò Domenico, si chiudono nelle loro torri d’avorio? Perché nascono oggi come allora tanti fondamentalismi in ogni parte della terra? E soprattutto, perché noi cristiani non ci domandiamo dove sbagliamo e perché non sentiamo forte l’assillo di indagare, di cercare sempre e con onestà la verità?
A questi  “ perché” San Paolo rispondeva: perché gli uomini sono egoisti, <amanti del denaro, vanitosi, senza amore, ideali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio”(2 Tm 3,2-4).
Risposte tutte vere, ma che ancora non davano la risposta che cercava.
Nelle lunghe notti di preghiera Domenico trovò l’altra parte della verità che gli mancava. Comprese che ogni peccato gli apparteneva. Lui non era dissimile agli altri uomini.
Questa scoperta lo fece diventare il predicatore della Grazia, ossia dell’amore gratuito di Dio.
Gratuità che aveva sperimentato e sperimentava ogni giorno su se stesso.[…] Per  lunghi anni Domenico cerca risposte, prega, fa penitenza, vive una solitudine snervante, ma non deflette, non torna indietro, non si lascia scoraggiare. È determinato a fare la volontà di Dio che non lo vuole separato dal mondo e chiuso nelle sue certezze dogmatiche. Dio lo chiama a mescolarsi con i fratelli ed ad amarli al di là delle loro idee e dei loro errori.
[…] Domenico è un profeta attuale perché dice le cose non solo a me che sono domenicano, ma anche a voi che non lo siete. Egli parla con un linguaggio moderno, dice cose concrete e le dice attraverso l’esempio della sua vita.
Ogni albero lo si riconosce dai frutti, dalle foglie, dai rami, tanto che possiamo dire questo è un tiglio, quest’altro è una quercia. Nell’albero di San Domenico in questi secoli, c’è stato di tutto e di più, di meno e di meno ancora. L’albero domenicano non è dissimile dall’albero dell’umanità.
Anche nella nostra famiglia, come in ogni famiglia, vi sono stati e vi sono tutt’ora personaggi di grandissimo rilievo, San Tommaso D’Aquino è forse il più noto, e personaggi modesti come Martino De Porres. Personaggi di animo nobile e altri meno nobili di cui è difficile persino parlare, di cui spesso ci si vergogna.
Ombre e luci come vi sono state e purtroppo , vi sono nella santa Chiesa, o in ciascuno di noi. Questa è la nostra storia: fatta di uomini e non di angeli.
Gli uomini di oggi non sono diversi da quelli incontrati da Domenico. Oggi, come allora, troviamo confusione di idee, ruberie, caos morale, modi diversi di sentirsi cristiani, eresie, divisioni tra i popoli, il pericolo del fondamentalismo religioso, ma anche martiri, poeti, operatori di opere di misericordia, propagatori di pace e di giustizia, uomini e donne semplici che riflettono la luce della misericordia di Dio.
Anche noi oggi, come ai suoi contemporanei, San Domenico rivolge l’invito di Cristo: “Andate in tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura!”(Mc 16,15)







4 commenti:

  1. Grande personalità. Auguri a tutti coloro che portano il nome di questo grande santo.
    Buona serata.
    sinforosa

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  2. Cara Dani,non conoscendo la vita di questo Santo,ti ho letto con interesse.
    Un caro saluto,fulvio

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    Risposte
    1. Grazie Fulvio, ormai fa parte della mia vita.
      Un abbraccio.
      Dani

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