giovedì 16 febbraio 2017

Il gorgonzola


Tutti (almeno dalle ‘nostre parti’) conoscono il Gorgonzola ma non tutti, forse, sanno che questo formaggio ha una storia davvero antica.
Si narra che nel IX secolo, Carlo Magno gustò un formaggio dal sapore intenso e da caratteristiche venature verde e nei Promessi Sposi, a Renzo in fuga nelle campagne milanesi, viene offerto dello ‘stracchino’ in una locanda nei pressi di Gorgonzola. 
Va detto che nella zona di Gorgonzola si radunavano le mandrie di ritorno dai pascoli di montagna e questo rendeva disponibile una grande quantità di latte. Se ne faceva uno stracchino. 
Stracchino perché fatto con il latte delle vacche ‘stracche’ -cioè stanche- che scendevano dalle montagne nella valle Padana, in autunno. Da qui il nome stracchino Gorgonzola.
 
Il Gorgonzola è un formaggio a pasta cruda di colore bianco e paglierino, ottenuto da latte intero vaccino pastorizzato. Le screziature sono dovute alla formazione di muffe, in base al processo naturale. Le muffe sono della specie "Penicillum roqueforti", parenti di quelle da cui viene ricavata la penicillina. 
È un alimento completo e digeribile: contiene proteine, grassi, vitamine A, B, B2, D, PP e minerali fra cui calcio, fosforo e potassio. 100 grammi forniscono 330 calorie.




Processo di produzione del gorgonzola

Appena munto il latte, lo si pone in vasi a larga superficie e vi si immette il caglio in quella quantità che l´occhio esperto sa determinare. Di tratto in tratto lo si dirompe, poscia lo si lascia in riposo, finché dopo 15 o 18 minuti primi, il latte rappreso lascia scorrere fra le fessure il siero.

Allora lo si raccoglie in panni di canape, detti patte, e lo si lascia appeso a sgocciolare. Simile operazione si ripete due volte al giorno, perché due volte al giorno avviene la mungitura del latte. Alla mattina ha luogo la preparazione dello stracchino. Allora si ripone la cagliata in fasce di legno sottilissimo a cerchio e snodate(fasser), le cui pareti interne sono rivestite da un panno ben pulito di tela di canape. Queste forme di legno sono disposte su un piano pure di legno un po´ inclinato (spersò), e sul quale è distesa della paglia che d´ordinario è di segale, perché più magra e di stelo più lungo. Siccome la cagliata in parte è calda e in parte è fredda, secondo che sia stata preparata la sera precedente o nella stessa mattina, così e l´una e l´altra si presentano in condizioni diverse. La fredda come più asciutta, si mostra dura,, mentre la calda è più malleabile. Perciò per utilizzare la cagliata fredda, si pensò a mescolarla con quella calda, così, con l´ajuto di questa, anche la fredda si prestasse a cementare lo stracchino in modo da formare un solo tutto ben unito e compatto.
Nella forma  si alternano gli strati di cagliata calda e fredda, in modo che però il primo e l´ultimo strato siano sempre di cagliata calda, come quella che più si presta a legare insieme il formaggio. Questo metodo suggerito dalla necessità ha prodotto un fenomeno che molto ha giovato alla ricercatezza dello stracchino. Perché mal potendo la cagliata fredda unirsi e fondersi con quella calda, da luogo ad interstizj nei quali il siero si ferma ed ammuffa in modo da presentare nel mezzo dello stracchino delle macchie verdi, conosciute sotto il nome d´ ‘erborinn´ per la loro somiglianza col prezzemolo´.

Intorno al gorgonzola si intrecciano citazioni letterarie e leggende; riportiamo quella del giovane casaro innamorato, che viveva in un paese delle Prealpi brianzole:

Un giovane casaro era innamoratissimo di una bellissima ragazza che era, come succede sempre nelle belle famiglie, anche molto civetta, poiché coltivava con assoluta noncuranza più di un interesse maschile.
Il giovane casaro, a causa delle preoccupazioni amorose che la ragazza gli procurava, combinava di frequente al suo padrone pasticci di ogni sorta. Succedeva che dimenticava di ritirare gli animali alla sera, di mungere le mucche e si scremare il latte, ricevendo in cambio rimbrotti e sberloni. Un bel giorno, forse perché aveva litigato con la sua amorosa, il giovane casaro preparò uno strano tipo di formaggio mescolando distrattamente due diverse cagliate. Il formaggio ottenuto con il passare del tempo non voleva indurirsi nonostante che il casaro, nell´intento di farvi uscire il grasso e i residui dell´acqua, lo punzecchiasse con un ramoscello. Quando il padrone si accorse del formaggio, lo annusò e trovatolo che puzzava, decise di tramutare il danno ricevuto in un affare e lo diede al giovane casaro, colpevole del fatto, come retribuzione di quel mese. Dato che il giovane non era iscritto ad alcun sindacato (anche perché allora non esistevano) non poté far altro che accettare l´odorosa retribuzione.
Così avvenne che il casaro innamorato si trovò di fronte al dilemma di morire di fame o mangiare il formaggio, sempre molle. Poiché la sua morte non avrebbe certo risolto il problema dei numerosi corteggiatori della sua bella, saggiamente decise di vivere e quindi di mangiare il formaggio. Lo tagliò e inorridì al vedere la muffa che si era formata nei punti in cui lo aveva punzecchiato, però pensò che dopo tutto si trattava di roba genuina e facendosi forza ne depose delicatamente un pezzetto sul pane e si mise a masticare.
Con sorpresa si accorse che non era poi così cattivo e alla fine dell´esperimento era del parere che il formaggio era buono e saporitissimo. Come tutti i giovani, avventatamente annunciò ai conoscenti la bontà della sua invenzione e dato che allora non esistevano uffici dove registrare i brevetti, ben presto tutti, lui escluso, si arricchirono con il nuovo prodotto caseario.
Si narra che l´unico apporto che l´invenzione gli fruttò fu una bella forma del suo formaggio donatagli dal padrone quando finalmente riuscì a sposare la sua amata fanciulla´.




Caseifici che producono il gorgonzola nel novarese sono almeno una decina.

Molto buono è il gorgonzola alle noci, oppure gorgonzola farcito alla crema di mascarpone.


Io sono ghiotta del gorgonzola, mi riesce benissimo la ricetta di risotto con radicchio e gorgonzola, lo preparo sovente, anche  le crespelle allo speck e gorgonzola.







martedì 14 febbraio 2017

Auguri a tutti gli innamorati!



I'm always in love.

Naturalmente  anche a me, io sono da sempre innamorata, Innamorata, del mio uomo, e  di tutto ciò che mi circonda.




NON PIANTARE ALTRO CHE AMORE

Quando pianti un albero
ogni foglia che cresce ti dirà:
ciò che semini darà i suoi frutti.
Quindi, se sei saggio, amico mio
non piantare altro che amore,
mostri il tuo valore in base a ciò che ricerchi.
L'acqua scorre per coloro che desiderano la purezza:
lava le tue mani da tutti i desideri
e siediti al tavolo dell'Amore.
Vuoi che ti dica un segreto?
I fiori attirano il più meraviglioso amante
con il loro dolce sorriso e profumo.
Se permetti all'Amore di tessere il verso della tua poesia
essa sarà letta per sempre.

 Rumi




Racconto una storia d’amore avvenuta nella verde e romantica  Irlanda

Una storia d'amore segreta

È il 1852. Mitchell Henry, finanziere di successo, è in luna di miele nel Connemara con la sua sposa, Margaret Vaughan. La coppia sta cenando all'aperto nella valle di Kylemore. Margaret dice che il posto è bellissimo e che sarebbe meraviglioso viverci. Tredici anni dopo nasce un castello affacciato sulle acque cristalline di un lago del Connemara.
Un castello con numerosi e splendidi saloni, tra cui una sala da ballo, una sontuosa scalinata, una biblioteca, uno studio e trentatrè, camere da letto.
 Per quasi dieci anni, Mitchell, Margaret e i loro nove figli vivono in questa dimora, in quello che sembra, a detta di tutti, uno stato di beatitudine.
Ma nel 1875, durante una visita in Egitto, Margaret  si ammala e muore. Mitchell, straziato dal dolore, non sopporta più di trascorrere il suo tempo nella valle di Kylemore ed evita il più possibile di farlo.
Margaret aveva soltanto 45 anni quando morì, lasciando suo marito e i suoi nove figli distrutti dal dolore.
 Il  dolore di Mitchell non gli impedisce comunque di costruire per sua moglie uno dei luoghi più eleganti che il denaro possa comprare in cui riposare per sempre.
Fa costruire per lei una chiesa, che è  molto più di un semplice luogo di riposo, è un tributo.
In questa chiesa i tipici doccioni delle chiese gotiche sono stati sostituiti da angeli sorridenti. Questo è il segno che in questa chiesa vi è qualcosa di diverso e di speciale. Venne costruita in memoria di una donna e, con le sue piccole dimensioni, la delicatezza dei particolari e le incisioni raffiguranti fiori e uccelli, rimanda chiaramente a qualità femminili".
È una storia drammatica. Mitchell vide Kylemore Abbey trasformarsi all'improvviso da tributo d’amore a doloroso ricordo della donna che aveva perso. La sua storia d'amore con Kylemore non è fatta di lettere dall'oltretomba e di flashback dal montaggio perfetto. Non ha nulla che vedere con Hollywood, ma è realtà.

La storia di Mitchell e Margaret terminò quando lui morì nel 1910, raggiungendo sua moglie nella chiesa gotica di Kylemore, dove ancora riposano in pace insieme, per l'eternità.



Kylemore Abbey

Sulle rive del Lough Kylemore, tra le cime dei Twelve Beans, si trova questa splendida abbazia che in origine era un castello in stile neogotico fatto erigere nel XIX secolo dal finanziere e parlamentare inglese Mitchell Henry, come dono di nozze alla moglie.

Dal 1920 è in mano alle suore benedettine di Ypres, ed è possibile visitare sia i suoi splendidi interni, che i suoi meravigliosi giardini.

Chiesa commemorativa per Margaret Vaughan, Abbazia di Kylemore, Contea di Galway






domenica 12 febbraio 2017

Contemplare e comunicare agli altri ciò che si è contemplato.

"Contemplari et contemplata aliis tradere"
Un motto che si fa vita.


























Quando fa la differenza vivere una giornata di spiritualità e condivisione, quando ti senti serena, in pace con te stessa e con il mondo intero, quando ti senti amata, di un Amore grande, quando quella giornata…
 è stata oggi stesso!

 E quando al ritorno stasera , ho trovato ad accogliermi i miei figli, i miei pelosi e le mie orchidee fiorite, cosa chiedere di più?








E…buona domenica!

venerdì 10 febbraio 2017

Io sono quella che sono




JACQUES PRÉVERT  

Sono quella che sono

Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m’ama
Non è colpa mia
Se non e sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c’e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi.



mercoledì 8 febbraio 2017

Canto dei Cantici



Il libro del Cantico dei Cantici:

Come è stato commentato…

Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.
Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
profumo olezzante è il tuo nome,
per questo le giovinette ti amano.
Attirami dietro a te, corriamo!
M'introduca il re nelle sue stanze:
gioiremo e ci rallegreremo per te,
ricorderemo le tue tenerezze più del vino.
A ragione ti amano!

(Cantico dei cantici 1,4)



Enzo Bianchi - Priore della comunità di Bose

Il bacio Canta un celebre poeta ebreo russo: “Mia colomba, tu sai come ci baciamo noi ebrei? (Ma penso anche noi cristiani!) Quando il cuore non si distingue più dal cuore dell’altro, quando petto contro seni nessuno dei due sa chi dei due respira, quando materiale e immateriale spariscono e non resta che un solo soffio, quando non esistono più parole ma solo il parlare degli occhi, quello è il bacio”. Il bacio umano, per questo è invocato all’inizio del Ct, è innanzitutto il volto contro volto; perché l’amore terreno nel suo vertice è il mantenimento, è il desiderio del volto; non ci si perde con i baci in un caos, non c’è da percorrere un sentiero che porti 13 alla fusione, sogno impossibile! Ci deve essere nel bacio l’ebbrezza del faccia a faccia, cioè dell’alterità celebrata, io e tu, uno di fronte all’altro; nel bacio in cui si parlano le pupille degli occhi, ci si osserva e si vedono le pupille dilatarsi, palpitare quasi, questo è il bacio umano. Neanche l’amplesso ha valore senza il bacio, l’amore non è a-prosopon, senza volto; altrimenti se l’amore avvenisse senza la visione del volto sarebbe un amore cosificato, sarebbe l’amore colto in modo disorganico, come un insieme di strumenti di piacere. Non è un caso che nella prassi della prostituzione difficilmente ci sia posto per il bacio; non è un caso che le riviste pornografiche mettano sempre un’ostensione del sesso, siano martellanti affermazioni di meccanica dell’amore, ma non sanno quasi dare il senso della totalità dell’amplesso di cui il volto contro volto è la chiave necessaria per capirlo. Il bacio è l’inizio dell’amore celebrato ma è anche l’inizio dell’ebbrezza del desiderio.
 Arthur Rimbaud ne parla come desire d’ebresse, desiderio d’ebbrezza, ma come emerge il desiderio è subito raffigurazione, è subito scena. Dopo che questa donna ha detto “mi baci con i baci della sua bocca” il desiderio gli scatena l’immaginario che accende e nutre il desiderio: “le tue carezze...”, dodîm in ebraico, sono molto di più che delle carezze; un’espressione forse attuale che riesce a rendere questo termine è petting, “... inebriano più del vino”. Ecco l’ebbrezza che inizia dal bacio.
I sensi all’opera Questa ragazza non solo immagina i baci, esperienza degli occhi, ma nel suo immaginario vorrebbe fare un’esperienza totalizzante con i cinque sensi: con gli occhi, mai stanchi di desiderare; poi l’esperienza del gusto nel bacio; poi si augura gli effetti del tatto, il toccare; infine vorrebbe sentire l’altro 14 anche attraverso l’odorato. Sapete che ognuno di noi ha un suo odore e un tempo si era molto più affinati nel sentire gli odori, la gente era molto più esercitata a percepire l’odore dell’altro. Forse era un tempo in cui l’altro portava con sé un profumo.

Origene

Intorno al titolo stesso di Cantico dei cantici. Infatti questa espressione è dello stesso tipo di quello che nella tenda dell’alleanza è chiamato santo dei santi ., di quelle che nei Numeri sono dette opere delle opere e di quelli che in Paolo sono detti secoli dei secoli […]
In che cosa differisca dai santi il santo dei santi abbiamo spiegato, nei limiti delle nostre capacità, nelle Omelie sull’Esodo, e in che cosa differiscano le opere dalle opere delle opere nelle Omelie sui Numeri. E non abbiamo neppure trascurato l’espressione secoli dei secoli nei passi in cui l’abbiamo incontrata: per non ripetere le stesse cose, siano sufficienti quelle spiegazioni. Ora invece per prima cosa cerchiamo quali siano i cantici dei quali questo è detto essere il Cantico. Ritengo che i cantici siano quelli che prima venivano cantati dai profeti e dagli angeli: infatti si dice che la legge è stata amministrata per mezzo di angeli nelle mani del mediatore. Pertanto tutto ciò che è stato annunciato da costoro erano cantici cantati in precedenza dagli amici dello sposo: invece questo è il solo cantico che doveva essere cantato, quale carme nuziale, proprio dallo sposo che ormai stava per ricevere la sposa; ed essa non vuole che le sia cantato dagli amici dello sposo, ma ormai desidera ascoltare proprio le parole dello sposo presente, dicendo: Mi baci con i baci della sua bocca . Per tale motivo ben a ragione esso è preposto a tutti i cantici. Infatti tutti gli altri cantici, che la legge e i profeti cantarono, sembrano essere stati cantati alla sposa ancora troppo giovane e che non era ancora entrata nella maturità: invece questo cantico è cantato a lei ormai adulta e valida, adatta ad accogliere la capacità generatrice dell’uomo e il perfetto mistero.

Lidia Maggi Pastora battista

 Il nostro percorso sarà quello di leggere, ma poi la vostra responsabilità è, una volta letto il testo biblico, rileggerlo;  a questo punto, metterete a tacere le vostre domande, per provare a vedere quello che vi dice il testo e rileggere soprattutto quei passaggi che sono oscuri,che non capite, che sono strani... consapevoli anche di trovarci di fronte a un testo poetico.
Il testo poetico ancora di più va riletto, perché il testo poetico è come una canzone: la canzone non si ascolta una volta, anzi la prima volta non la si orecchia bene, ma poi, quando la si è imparata, ogni tanto “mi ritorna in mente” potremmo dire. Ecco questa dovrebbe essere un po’ la sfida metodologica nell’entrare nel testo biblico perché noi vedremo che ci scontreremo con tutta una serie di istanze che sono importantissime legate all’etica, all’etica sessuale che non vanno taciute, anzi! Però vediamo che mondo ci configura questo racconto, che mondo ci mette in scena.
Qui il gioco amoroso è strutturato in modo tale che lei va verso lui, lui va verso lei, si incontrano, si amano, fanno pure l’amore, ma questo non esaurisce la ricerca, perché c’è una distanza che si ricrea e che riaccende il desiderio... e via, via c’è un movimento l’uno verso l’altra. Allora questa è una prima cosa che voglio dirvi, che non c’ è nessuna sposa. Chiaramente si è voluta un po’ istituzionalizzare questa voce di eros, per cui l’amica, l’amata, la bella è diventata la sposa e lui è diventato lo sposo. Poi, certamente, con il metodo storico critico “gli archeologi” del testo ci hanno aiutato in questo, dicendoci che questi sembrano più dei canti sponsali. Addirittura nel 1800 qualcuno aveva ritrovato una tribù beduina che usava dei cantici simili per celebrare le nozze. 11 Allora anche se è evidente e vero che nel testo non si parla di sposa e di sposo, però è chiaro che il setting (n.r:il contesto entro cui avviene un evento sociale) è il setting del matrimonio. Questi sono i canti d’amore che si cantano durante un matrimonio, mentre ci sono i festeggiamenti. Noi di tutto questo sappiamo niente. E' pura fantasia, è pura teoria. Non è scritto da nessuna parte che questi siano canti d’amore, che si cantano al matrimonio. E ho il sospetto che dietro al tentativo di collocare in un setting istituzionale questi canti, ci sia l'intento di “addomesticare”, in un altro modo, il Libro del Cantico dei Cantici , che è davvero “ indomabile”. Ma è un Libro che è all’interno della Bibbia. Che sia all’ interno della Bibbia è molto importante, perché questo ci dice che questi poemi vanno presi come unità, pur nella diversità di diversi poemi come singolo Libro, vanno presi come unità, come stiamo facendo noi, ma sempre in dialogo con il contesto più grande in cui sono collocati. 



I dipinti di Chagall,grande pittore russo,
che vediamo qui, furono da lui dedicati proprio al CANTICO DEI CANTICI 




Quello di Chagall sul Cantico dei Cantici è un vero (midrash )  uno dei metodi ebraici di interpretazione e commento dei testi sacri ebraici,realizzato con i colori anziché con le parole.



Secondo gli studiosi la versione definitiva del Cantico dei Cantici
sarebbe avvenuta nel periodo che va dal 5° al 3° secolo avanti Cristo…



Si tratta di uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre Scritture.


Racconta in versi l’amore tra due innamorati,
con tenerezza ma anche con un ardire di toni
ricco di sfumature sensuali e immagini erotiche…


Ma è certo uno di quelli maggiormente amati
per la sua capacità evocatrice dell’immensa forza dell’amore.





























martedì 7 febbraio 2017

Sull'amore



Due sono grandi gioie nella vita d’amore
di un uomo e una donna: la prima, quando per la prima
  volta può dire «amo» - l’altra ancora più
grande, quando può dire «sono amato».


La poesia. La bellezza. Il romanticismo. L’amore.
Queste sono le cose per cui continuiamo a vivere.

Dal film “L’attimo fuggente“


Sento la tua tenerezza avvicinarsi alla mia
terra, / spiare lo sguardo dei miei occhi,
fuggire, / la vedo interrompersi per seguirmi
fino all’ora / del mio silenzio assorto,
della mia ansia di te. / Ecco la tua tenerezza
d’occhi dolci che attendono.

P. Neruda


L’amore sano è quello che abbraccia una donna sola
e intera, compreso il suo carattere e la sua intelligenza.


Italo Svevo



domenica 5 febbraio 2017

Uomini ipocriti


Roma decine di manifesti contro il Papa.
Francesco: «Serenità e distacco»

Roma, manifesti contro Papa Francesco:
spunta l'ombra dei conservatori



Si è inimicato coloro che pretendono che lui capovolga la dottrina della Chiesa, 
per farsi un Dio tascabile omologato  a sua misura per farsi i propri porci comodi. 
Chi con la sua mentalità ristretta,  e ignorante( nel senso che ignora),  
ora che non ci sono più rimpiange, chi Giovanni XXIII, chi Papa Luciani, 
che peraltro ha guidato la Chiesa per solo  quaranta giorni, poi è mancato, chi …chi? D’altra parte se abbiamo crocifisso Gesù, cosa pretendiamo? 
Il Vangelo disturba perché mette in crisi la tua vita, la tua coscienza, 
le tue misere certezze, le tue comodità. E allora è facile affiggere poster contro, lanciare pietre e vigliaccamente nascondere la mano.
Ma lui tira dritto per il suo cammino, dove lo Spirito Santo lo guida.  
 E io prego per lui!

Avanti Francesco! E grazie!!!

sabato 4 febbraio 2017

L'amore per l'umanità



Lesortazione apostolica AMORIS  LÆTITIA, di Papa Francesco
non cambia la dottrina con nuove norme ma indica un modo differente di interpretarle: ecco come e per quali categorie di persone


L’amore e il matrimonio
il matrimonio va oltre ogni moda
passeggera e persiste. La sua essenza è radicata
nella natura stessa della persona umana e del suo
carattere sociale. Implica una serie di obblighi,
che scaturiscono però dall’amore stesso, da un
amore tanto determinato e generoso che è capace
di rischiare il futuro.
 Scegliere il matrimonio in questo modo
esprime la decisione reale ed effettiva di trasformare
due strade in un’unica strada, accada quel
che accada e nonostante qualsiasi sfida. A causa
della serietà di questo impegno pubblico di
amore, non può essere una decisione affrettata,
ma per la stessa ragione non la si può rimandare
indefinitamente. Impegnarsi con un altro in
modo esclusivo e definitivo comporta sempre
una quota di rischio e di scommessa audace.
Il rifiuto di assumere tale impegno è egoistico,
interessato, meschino, non riesce a riconoscere
i diritti dell’altro e non arriva mai a presentarlo
alla società come degno di essere amato incondizionatamente.
D’altra parte, quelli che sono veramente
innamorati. tendono a manifestare agli altri
il loro amore. L’amore concretizzato in un
matrimonio contratto davanti agli altri, con tutti
gli obblighi che derivano da questa istituzionalizzazione,
è manifestazione e protezione di un
“sì” che si dà senza riserve e senza restrizioni.
Quel “sì” significa dire all’altro che potrà sempre
fidarsi, che non sarà abbandonato se perderà attrattiva,
se avrà difficoltà o se si offriranno nuove

possibilità di piacere o di interessi egoistici.

Atto d’amore non solo come procreazione,e diritto alla vita
«Spesso abbiamo presentato il matrimonio in modo tale che il suo fine unitivo, l’invito a crescere nell’amore e l’ideale di aiuto reciproco sono rimasti in ombra per un accento quasi esclusivo posto sul dovere della procreazione. Né abbiamo fatto un buon accompagnamento dei nuovi sposi nei loro primi anni, con proposte adatte ai loro orari, ai loro linguaggi, alle loro preoccupazioni più concrete. Altre volte abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono», scrive il Papa, facendo quella che lui stesso definisce «una salutare reazione di autocritica».

L’insegnamento della Chiesa « aiuta a
vivere in maniera armoniosa e consapevole la comunione
tra i coniugi, in tutte le sue dimensioni,
insieme alla responsabilità generativa. Va riscoperto
il messaggio dell’Enciclica Humanae vitae di
Paolo VI, che sottolinea il bisogno di rispettare la
dignità della persona nella valutazione morale dei
metodi di regolazione della natalità. […] La scelta
dell’adozione e dell’affido esprime una particolare
fecondità dell’esperienza coniugale ». Con
particolare gratitudine, la Chiesa « sostiene le famiglie
che accolgono, educano e circondano del
loro affetto i figli diversamente abili ».
In questo contesto, non posso non affermare
che, se la famiglia è il santuario della vita, il
luogo dove la vita è generata e curata, costituisce
una lacerante contraddizione il fatto che diventi
il luogo dove la vita viene negata e distrutta. È
così grande il valore di una vita umana, ed è così
inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente
che cresce nel seno di sua madre, che in
nessun modo è possibile presentare come un diritto
sul proprio corpo la possibilità di prendere
decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine
in sé stessa e che non può mai essere oggetto di
dominio da parte di un altro essere umano. La famiglia
protegge la vita in ogni sua fase e anche al
suo tramonto.

Il desiderio sessuale nelle nozze
«Il bisogno sessuale degli sposi non è oggetto di disprezzo - scrive il Papa - e non si tratta in alcun modo di mettere in questione quel bisogno». Anzi, quando in una coppia di coniugi si coltiva la sessualità «per impedire che si verifichi l’impoverimento di un valore autentico».


Divorziati e risposati
Divorziati e risposati «non sono scomunicati» e davanti a situazioni complesse o «irregolari» bisogna «accompagnare, discernere e integrare la fragilità». E valutare caso per caso: «I divorziati che vivono una nuova unione possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide». Francesco in una nota scrive :«In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore».

« Di fronte a situazioni difficili e a famiglie
ferite, occorre sempre ricordare un principio generale:
“Sappiano i pastori che, per amore della
verità, sono obbligati a ben discernere le situazioni”
. Il grado di responsabilità
non è uguale in tutti i casi, e possono esistere
fattori che limitano la capacità di decisione.
Perciò, mentre va espressa con chiarezza la dottrina,
sono da evitare giudizi che non tengono
conto della complessità delle diverse situazioni,
ed è necessario essere attenti al modo in cui le
persone vivono e soffrono a motivo della loro
condizione ».

Mamme single
Rispetto alle donne che devono allevare un figlio da sole il Papa esorta la Chiesa ad avere«una cura speciale per comprendere, consolare, integrare, evitando di imporre loro una serie di norme come se fossero delle pietre, ottenendo con ciò l’effetto di farle sentire giudicate e abbandonate».


Se una donna deve allevare
suo figlio da sola, per una separazione o per altre
cause, e deve lavorare senza la possibilità di
lasciarlo a un’altra persona, lui cresce in un abbandono
che lo espone ad ogni tipo di rischio, e
la sua maturazione personale resta compromessa.
Nelle difficili situazioni che vivono le persone
più bisognose, la Chiesa deve avere una cura
speciale per comprendere, consolare, integrare,
evitando di imporre loro una serie di norme
come se fossero delle pietre, ottenendo con ciò
l’effetto di farle sentire giudicate e abbandonate
proprio da quella Madre che è chiamata a portare
loro la misericordia di Dio. In tal modo, invece di
offrire la forza risanatrice della grazia e la luce del
Vangelo, alcuni vogliono “indottrinare” il Vangelo,
trasformarlo in « pietre morte da scagliare
contro gli altri »

La donna
In questo breve sguardo sulla realtà, desidero
rilevare che, per quanto ci siano stati notevoli
miglioramenti nel riconoscimento dei diritti
della donna e nella sua partecipazione allo spazio
pubblico, c’è ancora molto da crescere in alcuni
paesi. Non sono ancora del tutto sradicati costumi
inaccettabili. Anzitutto la vergognosa violenza
che a volte si usa nei confronti delle donne, i
maltrattamenti familiari e varie forme di schiavitù
che non costituiscono una dimostrazione di forza
mascolina bensì un codardo degrado. La violenza
verbale, fisica e sessuale che si esercita contro
le donne in alcune coppie di sposi contraddice
la natura stessa dell’unione coniugale. Penso alla
grave mutilazione genitale della donna in alcune
culture, ma anche alla disuguaglianza dell’accesso
a posti di lavoro dignitosi e ai luoghi in cui si
prendono le decisioni. La storia ricalca le orme
degli eccessi delle culture patriarcali, dove la donna
era considerata di seconda classe, ma ricordiamo
anche la pratica dell’“utero in affitto” o la
« strumentalizzazione e mercificazione del corpo
femminile nell’attuale cultura mediatica ».42 C’è
chi ritiene che molti problemi attuali si sono verificati
a partire dall’emancipazione della donna.
Ma questo argomento non è valido, « è una falsità,
non è vero. È una forma di maschilismo ».43
L’identica dignità tra l’uomo e la donna ci porta
a rallegrarci del fatto che si superino vecchie forme
di discriminazione, e che in seno alle famiglie
si sviluppi uno stile di reciprocità.

Educazione sessuale
Sì all’educazione sessuale: «Il Concilio Vaticano II prospettava la necessità di “una positiva e prudente educazione sessuale” che raggiungesse i bambini e gli adolescenti «man mano che cresce la loro età» e «tenuto conto del progresso della psicologia, della pedagogia e della didattica». Dovremmo domandarci se le nostre istituzioni educative hanno assunto questa sfida», conclude il Pontefice.

Al di là delle comprensibili difficoltà
che ognuno possa vivere, occorre aiutare
ad accettare il proprio corpo così come è stato
creato, perché « una logica di dominio sul proprio
corpo si trasforma in una logica a volte sottile di
dominio sul creato. […] Anche apprezzare il proprio
corpo nella sua femminilità o mascolinità è
necessario per poter riconoscere se stessi nell’incontro
con l’altro diverso da sé. In tal modo è
possibile accettare con gioia il dono specifico
dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore, e arricchirsi
reciprocamente ».304 Solo abbandonando
la paura verso la differenza si può giungere a liberarsi
dall’immanenza del proprio essere e dal
fascino per sé stessi. L’educazione sessuale deve
aiutare ad accettare il proprio corpo, in modo
che la persona non pretenda di « cancellare la differenza
sessuale perché non sa più confrontarsi
con essa ».305
286. Non si può nemmeno ignorare che nella
configurazione del proprio modo di essere, femminile
o maschile, non confluiscono solamente
fattori biologici o genetici, ma anche molteplici
elementi relativi al temperamento, alla storia familiare.

Famiglie omosessuali
Per quanto riguarda i diversi tipi di famiglie, Papa Francesco scrive che «dobbiamo riconoscere la grande varietà di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita», ma sottolinea che «le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio».

Eutanasia
« La valorizzazione della fase
conclusiva della vita è oggi tanto più necessaria
quanto più si tenta di rimuovere in ogni modo il
momento del trapasso. La fragilità e dipendenza
dell’anziano talora vengono sfruttate iniquamente
per mero vantaggio economico. Numerose famiglie
ci insegnano che è possibile affrontare le
ultime tappe della vita valorizzando il senso del
compimento e dell’integrazione dell’intera esistenza
nel mistero pasquale. Un gran numero di
anziani è accolto in strutture ecclesiali dove possono
vivere in un ambiente sereno e familiare sul
piano materiale e spirituale.
L’eutanasia e il suicidio assistito sono gravi minacce 
per le famiglie in tutto il mondo. 
La loro pratica è legale in molti Stati. La Chiesa, 
mentre contrasta fermamente queste prassi, sente il 
dovere di aiutare le famiglie che si prendono cura dei 
loro membri anziani e ammalati ».
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“Quando, come confessori, ci rechiamo al confessionale per accogliere i fratelli e le sorelle, dobbiamo sempre ricordarci che siamo strumenti della misericordia di Dio per loro; dunque stiamo attenti a non porre ostacolo a questo dono di salvezza! Il confessore è, egli stesso, un peccatore, un uomo sempre bisognoso di perdono; egli per primo non può fare a meno della misericordia di Dio, che lo ha “scelto” e lo ha “costituito” (cfr Gv 15,16) per questo grande compito”.
Papa Francesco